A Montelabbate il tempo rallenta, il motore canta e la storia sussurra tra le pietre del borgo.
C’è un’Italia che non si trova sulle autostrade né tra i cartelli turistici luminosi. È l’Italia delle strade secondarie, dei borghi che resistono, delle pietre che parlano di secoli passati.
È lì che nasce MOTO STORIE, il nostro viaggio alla ricerca di luoghi che raccontano più di quanto mostrano. Con il vento che entra nel casco e la curiosità come bussola, il primo capitolo del nostro percorso ci porta a Montelabbate, nel cuore verde delle colline pesaresi.

Montelabbate appare all’improvviso, abbracciato dalle colline e vegliato dal suo castello medievale.
Edificato attorno all’anno Mille come presidio difensivo, il castello fu a lungo conteso tra Pesaro e Urbino, passando poi sotto il dominio dei Malatesta.
Oggi le sue mura raccontano una storia di resistenza e di identità. Passeggiare tra i vicoli, osservare i resti della cinta muraria e i portali in pietra è come toccare il tempo con le mani.
Le telecamere di MOTO STORIE si sono soffermate sui dettagli: una finestra ad arco, un’insegna in ferro battuto, il riflesso del tramonto sulle mura.
Ogni scatto è un frammento di memoria che resiste, come il borgo stesso.
Pochi chilometri fuori dal centro, immersa nella quiete della valle del Foglia, si trova la Badia di San Tommaso in Foglia — una delle più antiche abbazie benedettine delle Marche.
Fondata intorno al X secolo, fu un centro spirituale e culturale di grande rilievo, dotata di biblioteca e scriptorium. Nei secoli subì restauri e trasformazioni, ma conserva ancora oggi la sua struttura romanica e l’austera bellezza delle origini.
Durante la visita, il silenzio è quasi tangibile. Le volte in pietra e la semplicità delle linee architettoniche invitano a rallentare, a respirare profondamente.
La luce entra morbida dalle piccole finestre, accarezzando gli affreschi sbiaditi che sopravvivono al tempo.
Fuori, il vento muove gli ulivi e il suono lontano di una moto diventa parte di un dialogo antico tra uomo, terra e spirito.
Per noi di MOTO STORIE, ogni curva non è solo un tratto di asfalto: è una parentesi di libertà.
Montelabbate non è stato solo un punto sulla mappa, ma il primo incontro con quella Italia nascosta che vogliamo raccontare.
Un borgo piccolo, ma con un’anima grande.
Tra un caffè al bar della piazza e una chiacchierata con chi ancora ricorda le antiche leggende del posto, abbiamo ritrovato il senso del viaggio: ascoltare, osservare, vivere.
Ripartire da Montelabbate non è stato facile.
La strada che scende verso la valle sembra invitare a tornare indietro, a concedersi un’ultima sosta.
Ma ogni storia ha bisogno di una partenza, e questa è la nostra.
Con il motore che riprende vita e lo sguardo puntato verso il prossimo borgo, lasciamo Montelabbate con la promessa di tornare.
Perché i luoghi, come le persone, vanno conosciuti piano, con rispetto e curiosità.
